Figlio di una famiglia benestante ebreo-tedesca, Alfred Stieglitz, nasce nel 1864 a Hoboken negli Stati Uniti.

Interessato dall’aspetto scientifico e funzionale della fotografia, studia a Berlino ingegneria e fotochimica.

Stieglitz vive intensamente il periodo della nascita e dell’affermazione delle Avanguardie storiche tra la fine dell’Ottocento e i primi del Novecento.

La sua vita percorre parallela alla diffusione dell’arte negli Stati Uniti, si può dire che Stieglitz è uno dei principali artefici del periodo.

“La fotografia è la mia passione, la ricerca della verità è la mia ossessione”.

Citazione di Alfred Stieglitz.

 

Alfred Stieglitz
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Egli non si stanca di lottare per far riconoscere la fotografia come arte autonoma.

Il contesto delle sue fotografie rappresentano forse il primo caso in cui fotografie e pittura si confrontano allo stesso modo, sullo stallo livello intellettuale.

Alfred StieglitzAlfred Stieglitz Pioggia primaverile, da: Camera Work 36, 1911

Fotografia senza finzione, pura e artistica

I primi lavori di Stieglitz, realizzati a Berlino nel 1883, si orientano verso una fotografia convenzionale.

Torna a New York all’età di 26 anni, praticando una tecnica fotografica che mostra ormai i suoi limiti. Qui inventa nuovi metodi di esposizione e nuovi processi di sviluppo.

Con il metodo della gelatina e, grazie al contributo di Joseph T. Keiley, dà vita alla “fotografia senza finzione”.

Negli anni ’90 dell’Ottocento, Stieglitz, lavora e scrive su alcune riviste di fotografia.

Gli scatti fotografici di questo periodo testimoniano il grande interesse del fotografo per la luce e i suoi effetti. A livello compositivo si nota una certa influenza della pittura tedesca.

Alfred Stieglitz
Alfred Stieglitz Capolinea, da: Camera Work 36, 1911

Nel 1893 è direttore della rivista “American Amateur Photographer” e nel 1897 di “Camera Notes”.

Alfred Stieglitz, insieme a Edward Steichen e Alvin Langdon Coburn, fonda la Fotosecessione, in omaggio al Simbolismo, alla Secessione viennese e alla rivista “Camera Work”.

Attraverso il suo gusto estetico, Stieglitz, sottolinea il suo modo personale di percepire le cose indipendentemente da ogni genere di tradizione visiva.

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Alfred Stieglitz La lezione di nuoto, da: Camera Work 36, 1911

I suoi soggetti principali nel corso degli anni rimangono la città di New York e l’architettura per i suoi edifici.

Nel 1905 apre la galleria “291”, in omaggio alla sede situata al 291 della Fifth Avenue a New York. Grazie a questa galleria riesce a far conoscere agli americani l’avanguardia europea.

Questo avvenimento porta il fotografo ad una posizione centrale della fotografia e nell’arte agli inizi degli anni ’20.

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Alfred Stieglitz L’aereo, da: Camera Work 36, 1911

Nel 1917, anno dell’ultimo numero di “Camera Work”, Stieglitz conosce la sua futura compagna Georgia O’Keeffe, dove nel 1926, le farà esporre all’Intimate Gallery, i suoi quadri.

I numerosi ritratti che Stieglitz fece a Georgia O’Keeffe, gettano le basi di una nuova fotografia autentica, stimolando la ricerca attraverso la “fotografia pura”.

Stieglitz si considera un fotografo preoccupato di trasmettere ciò che egli vede, cioè la sua “idea di fotografia”.

Nel 1922 realizza una serie di foto di nuvole “Equivalents” (Equivalenti) sul lago George di carattere prevalentemente astratto, metaforizzando le nuvole ai suoi pensieri.

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Alfred Stieglitz Nei Central Yards di New York, da: Camera Work 36, 1911

Nel corso degli anni ’30 la sua figura assume sempre più importanza nel mondo artistico contemporaneo e le sue fotografie vengono acquistate dai principali musei del mondo.

Straight photography (fotografia diretta)

La straight photography, chiamata anche fotografia diretta, domina il panorama mondiale nel corso degli anni Venti.

Per aiutarti a capire meglio che cosa è la straight photography, mi servo della fotografia “Interponte”.

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Alfred Stieglitz Interponte, 1907

Questa fotografia è tra le più celebri di tutta la storia della fotografia.

Si tratta di una fotografia che appare del tutto casuale, diversamente da quella realizzate nello stesso periodo.

La composizione non è creata artificialmente dal fotografo, ma nasce direttamente dalla realtà. Questa è la fotografia diretta.

La passerella che unisce la nave alla terraferma ha la funzione di dividere lo spazio dell’immagine in due, creando dei pesi all’interno della composizione.

Il fotografo, quindi, non è più il regista di una messa in scena, ma l’osservatore che riporta la testimonianza di un evento.

L’abilità di Stieglitz è stata quella di utilizzare al meglio gli elementi compositivi della fotografia e i rapporti tra luce e ombra.

Con questa e altre immagini, Stieglitz, ha aperto la strada alla fotografia documentaria.

Ultimo, ma non meno importante dato che ha contribuito a far entrare Il ponte della terza classe nella storia, è la data di realizzazione (1907), proprio perché ha visto nascere a Parigi uno dei dipinti più celebri del secolo, Les demoiselles d’Avignon di Pablo Picasso.

Per saperne di più su Alfred Stieglitz puoi consultare questa libro.

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