Edward Steichen, nato in Lussemburgo nel 1879, studia belle arti alla Milwaukee Art Students League con Richard Lorenz e Robert Shade.

Parallelamente alla pittura, Steichen si interessa anche di fotografia e nel 1895 inizia a praticare la fotografia artistica.

Negli anni seguenti partecipa con successo ad alcune mostre fotografiche in America e in Europa.

Edward Steichen
Edward Steichen Eleonora Duse, 1903

Steichen non trascura la sua carriera da pittore. In un autoritratto del 1901, egli, attira l’attenzione sul suo doppio ruolo.

Si atteggia a pittore anche quando fa il fotografo. Tuttavia finisce per scegliere la fotografia.

Edward Steichen
Edward Steichen George Washington, 1931

Tecnica e contesto

Nel 1902 Steichen è cofondatore della Fotosecessione di Alfred Stieglitz a New York.

Egli familiarizza con l’arte d’avanguardia europea, grazie a numerosi viaggi in Europa e in diversi paesi del Vecchio Mondo.

Edward Steichen
Edward Steichen Gloria Swanson, 1926

Organizza in seguito una serie di mostre negli Stati Uniti, in particolare la celebre galleria “291” di Stieglitz a New York.

Nel 1923, pur di rompere con io mondo pittorico, arriva al punto di bruciare i suoi quadri.

Nello stesso anno diventa primo fotografo delle edizioni Condè Nast, responsabile delle riviste Vanity Fair e Vogue.

Le sue fotografie di moda e i suoi ritratti sono tra i più pagati dell’epoca.

Edward Steichen
Edward Steichen Charlie Chaplin, 1931

Steichen e le Guerre

Nel corso della prima Guerra mondiale, Steichen è fotografo dell’aviazione e della marina americana. Questo influenzerà profondamente il suo stile fotografico.

La precisione richiesta dalle riprese aeree gli insegna ad apprezzare la bellezza di una fotografia non manipolata.

Quando torna alla vita civile rinnega la fotografia “artistica” e la pittura.

Dopo la seconda Guerra mondiale, Steichen ha già 67 anni e intraprende una seconda carriera, diventando direttore del dipartimento di fotografia del Museum of Modern Art di New York, dove organizza numerose mostre.

La famiglia dell’uomo” (1955) in cui non si limita a rappresentare un concetto fotografico, ma anche un ideale morale. Egli presenta una selezione di 68 paesi. Queste fotografie mostrano nella sua molteplice diversità l’unità degli uomini, dalla nascita alla morte, nel lavoro e negli svaghi, nella tristezza e nella gioia.

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