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lunedì 30 Marzo 2020

Saul Bass: tra Design e Cinema

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Biografia

Nato a NY nel quartiere del Bronx, nel 1920, Saul Bass era figlio di un pellicciaio ebreo emigrato.
Nel mondo del design iniziò come autodidatta per poi frequentare l’Art Students College di Manhattan grazie ad una borsa di studio.

Il primo lavoro importante arrivò nel 1938 quando divenne assistente nel dipartimento artistico della sede della Warner Bros di NY.

Il punto di svolta nella formazione avvenne però nel 1944, quando iniziò a frequentare il Brooklyn College. In questo istituto uno dei suoi insegnanti fu un famoso graphic designer ungherese, Gyorgy Kepes, al quale va il merito di averlo iniziato al Costruttivismo e ai lavori del Bauhaus.

Dopo varie esperienze lavorative in alcuni studi di design di Manhattan, Bass aprì nel 1950 il suo studio: la Saul Bass & Associates.
Una scelta strategica che gli consentì di dare la sua inconfondibile impronta al mondo del Graphic Design.
Alcuni dei suoi più famosi loghi di aziende americane: Kleenex, US Airways, AT&T, Minolta.

Il branding per le aziende e i suoi lavori

Prima del cinema, il logo design fu la principale occupazione di Saul Bass.
Egli infatti creò moltissimi loghi, famosi ancora oggi per tantissime aziende. Per alcune di loro creò in tutto e per tutto il branding aziendale, come nel caso della Minolta, della Kleenex e della US Airways.

I lavori di Saul Bass, poster e loghi aziendali, sono caratterizzati da semplicità dello stile e dalla grafica, composta molto spesso da forme geometriche e caratteri tipografici particolari, scelti in entrambi i casi per veicolare messaggi profondi e precisi.
Il grande merito che nel tempo è stato conferito a questo artista, infatti, consiste proprio nel fatto che è stato in grado di veicolare messaggi importanti concretizzandoli in elementi grafici facilmente identificabili e memorizzabili.

Saul Bass: tra Design e Cinema
Logos designed by Saul Bass. From top left: Bell System, AT&T, General Foods, United Airlines, Avery International, Continental Airlines, Celanese, United Way, Rockwell International, Minolta, Girl Scouts of the USA, Lawry’s Foods, Quaker Oats, Kleenex, Frontier Airlines, Dixie, Warner Communications, and Fuller Paints.

Versatile e curioso, pioniere della grafica minimalista, Bass eseguiva ogni progetto con uno stile semplice che rifletteva appieno il suo interesse per il Modernismo e il Surrealismo.

Inventore di un design sintetico ed evocativo, amava giocare con metafore e simboli astratti, sintetizzando con elementi facilmente decifrabili e lasciando sempre qualcosa di non detto per forzare il coinvolgimento intellettuale della sua audience. Riuscì ad avvicinare l’Arte Moderna a chiunque, grazie ad un linguaggio visivo dall’immediato impatto emotivo.

Dal Design al Cinema: i Poster Cinematografici

Oltre ai poster cinematografici Bass è stato uno dei primi a creare gli artwork dei titoli di testa di alcuni tra i film più famosi.

L’ingresso ufficiale nel mondo del design per il cinema di Saul Bass risale al 1954, quando il regista Otto Preminger si rivolse proprio al suo studio per la realizzazione del poster del suo film “Carmen Jones“.

Da quel momento in poi l’artista realizzò tantissimi poster di graphic design per nuimerosi film, lavori che lo resero famoso a livello internazionale.

Saul Bass: tra Design e Cinema
Locandina realizzata da Saul Bass, “Carmen Jones” di Otto Preminger.

Oltre a creare locandine per film, Bass si occupò poi di creare il manifesto per i festival più famosi, come ad esempio il San Francisco International Film Festival, del New York Film Festival e del Chicago International Film Festival, dei quali curò tutta la parte grafica per diverse edizioni.

Le sequenze introduttive dei film

Nel cinema, oltre al graphic design dei poster, c’è un altro campo in cui si è distinto Saul Bass, un ambito del quale è stato pioniere e maestro: si tratta dei titoli di testa dei film, ossia le sequenze introduttive in cui vengono di solito passate le scritte con i nomi dei produttori, del regista e degli attori principali.

Queste immagini iniziali sono di estrema importanza per il film, perchè servono a introdurlo evocandone i temi principali per incuriosire lo spettatore, senza però svelare troppo della trama.

Così come per creare locandine di film, anche in questa parte del suo lavoro Bass ha utilizzato uno stile semplice ed essenziale ma con immagini potenti, in grado di evocare concetti importanti o veicolare metafore e significati nascosti.

Il primo lavoro di titoli di testa di un film gli fu commissionato sempre da Otto Preminger, rimasto molto soddisfatto per il lavoro di graphic design sul poster.
Sempre per lo stesso regista, nel 1959 Bass realizzò la sequenza iniziale di “Anatomia di un omicidio“: la sequenza in questione raffigurava la sagoma di un cadavere divisa in più parti (la stessa usata nel poster), che rimane intera solo per un istante, dato che i vari pezzi che la compongono iniziano a “scivolare” separatamente dentro e fuori dallo schermo. Il tutto segue il ritmo della colonna sonora jazz scritta appositamente da Duke Ellington per questa sequenza animata.

Saul Bass: tra Design e Cinema
Locandina realizzata da Saul Bass, “Anatomia di un omicidio” di Otto Preminger.

Altri lavori di titoli di testa che contribuirono ulteriormente all’affermazione di Saul Bass nel campo del design del cinema furono quelli per Alfred Hitchcock: stiamo parlando delle scene iniziali di “La donna che visse due volte” del 1958, “Vertigo” del 1958 e “Psyco” del 1960.

Per Stanley Kubrik, invece, realizzò i titoli di “Spartacus” del 1960 e il famoso poster di “Shining” nel 1980.

Saul Bass: tra Design e Cinema
Saul Bass – “Vertigo” di Alfred Hitchcock 1958

Nel 1961 lavora ai titoli di coda del pluripremiato musical West Side Story e, per far fronte all’ingente numero di comparse, degne di una produzione di Broadway, Bass decise di spostare i crediti alla fine della pellicola.

Saul Bass regista

Negli anni ’70 Bass decise di passare dal creare locandine di film a dirigere lui stesso una pellicola: si tratta di Phase IV: distruzione terra del 1974, un’opera di fantascienza che però non riscosse il successo sperato, sebbene negli anni successivi fu rivalutato dagli appassionati di questo genere.

Dopo questa esperienza come regista, Bass tornò al graphic design commerciale. Nell’ultima fase della sua carriera venne poi riscoperto dal famoso regista Martin Scorsese, il quale gli commissionò i titoli di testa di “Quei bravi ragazzi” del 1990, “L’età dell’innocenza” del 1993 e uno dei poster cinematografici di Cape FearIl promontorio della paura” del 1991.

Notevole è anche il suo lavoro svolto per Steven Spielberg, ossia il poster del celebre film sull’olocausto dal titolo “Schindler’s List” del 1993.

Gli ultimi lavori della lunga carriera di Saul Bass nell’ambito del design per il cinema sono stati, infine, i manifesti pubblicitari degli Oscar dal 1991 fino al 1996.

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