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lunedì 21 Ottobre 2019

Georges Braque: il Cubismo e i papiers collés

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Georges Braque nasce il 13 maggio 1882 ad Argenteuil, in Francia.
Nel 1900, dopo aver frequentato senza molto successo gli studi liceali a Le Havre, si trasferisce a Parigi dove lavora come decoratore, seguendo anche dei corsi serali di pittura. Due anni dopo decide di dedicarsi a quest’arte frequentando l’Accademia Humbert e, per un breve periodo, anche la Scuola di Belle Arti.

Il 1907 è un anno importante per la formazione di Braque.
Tramite gli amici egli conosce Pablo Picasso, proprio mentre lavora alle sue Demoiselles d’Avignon, e riscopre Paul Cèzanne grazie alla mostra retrospettiva a lui dedicata al Salon d’Automne di Parigi.

Negli stimolanti anni del Cubismo analitico, Braque e Picasso lavorarono come un sol uomo, frammentando gli oggetti della realtà quotidiana secondo i principali piani che li compongono.
A partire dal 1912 Braque inizia a dedicarsi anche a varie sperimentazioni di papiers collés, nella realizzazione dei quali invece di imitare la realtà attraverso le regole prospettiche e il chiaroscuro, impiega direttamente dei frammenti di materia reale non più per illudere ma per alludere.

É nel periodo del Cubismo sintetico che il sodalizio tra Picasso e Braque produce forse i risultati più alti e rivoluzionari.
Se in Picasso prevalgono l’aspetto intuitivo e immaginativo, Braque dichiara apertamente la propria preferenza per la riflessione e la misura.
In un’intervista del 1928, l’artista afferma:

“Amo la regola che corregge l’emozione, amo l’emozione che corregge la regola”

volendo con ciò sottolineare come la chiarezza delle sue creazioni artistiche non si esaurisse mai in se stessa, rimanendo un gioco astratto di masse e di colori.

Nei decenni successivi Braque sviluppò due importanti serie di dipinti: la prima, quella degli Ateliers (1948-1955) si ispira all’ambiente che l’artista più conosce e ama, il suo atelier appunto.
La seconda (1955-1963) è dedicata agli Uccelli, intesi come simbolo vivente della libertà.

Georges Braque muore nella sua casa di Parigi il 31 agosto 1963.

Il disegno

La produzione disegnativa di Braque rimane principalmente finalizzata agli schizzi preparatori per dipinti, arazzi e sculture, dei quali sono rimasti numerosi quaderni e taccuini.
Rari sono pertanto i disegni realizzati in modo autonomo, cioè non direttamente eseguiti in funzione dello studio e della preparazione di opere più complesse.
L’artista predilige quasi sempre l’utilizzo di una tecnica mista e non solo grafica.

Georges Braque: il Cubismo e i papiers collés
Georges Braque Natura morta con bicchiere e lettere, 1914.

In “Natura morta con bicchieri e lettere“, un disegno a carboncino, matita e pastelli con incollaggi di ritagli di carta stampata, l’artista mette subito in chiaro la propria tecnica esecutiva, fatta sostanzialmente di piani che si compenetrano l’uno nell’altro.
In questo modo la realtà della carta ritagliata si sovrappone all’astrazione del disegno che, a sua volta, si sovrappone in parte ad essa in un continuo e suggestivo gioco di rimandi tra soggetto e oggetto.

Case all’Estaque

Uno dei primissimi dipinti nei quali l’artista inizia la propria riflessione cubista è “Case all’Estaque“, un olio del 1908.
L’opera realizzata sul Golfo di Marsiglia, a Estaque, rappresenta un gruppo di case fra gli alberi.

Georges Braque: il Cubismo e i papiers collés
Georges Braque Case all’Estaque, 1908.

Il soggetto, anche se perfettamente riconoscibile, si ispira in modo più che evidente alla pittura di Cèzanne.
É significativo infatti come le case non siano rappresentate da Braque per come apparivano ai suoi occhi ma, piuttosto, per come apparivano alla sua memoria, cioè come volumi squadrati e tozzi.

La mancanza della prospettiva e l’assenza di ombre coerenti costringono gli occhi di chi guarda a muoversi incessantemente alla ricerca di un unico punto di vista dal quale osservare la scena.
Ma questo punto non esiste, in quanto ogni casa è vista secondo una propria autonoma prospettiva: alcune dall’alto, altre da un lato, altre ancora dal basso.
La mancanza di un punto di riferimento certo e unitario, annulla il senso delle proporzioni della profondità, cosicché tutte le case appaiono affollarsi contemporaneamente in primo piano.

I volumi, messi nettamente in risalto dalle diverse luminosità delle varie facce che li compongono, si accavallano uno sull’altro in modo convulso, senza lasciare spazi vuoti.
Gli alberi, infine, dai volumi anch’essi semplificati, pur essendo intercalati alle case, non contribuiscono affatto a determinare la percezione della profondità, ma al contrario aumentano la sensazione complessiva di massa unitaria.

Questa sensazione di insieme è ulteriormente accentuata dall’uso di solo due colori, al posto della vivace tavolozza delle prime esperienza fauves: il verde grigiastro e l’ocra bruciato delle case.

Violino e brocca

Violino e Brocca“, un olio su tela del 1909/1910, rappresenta una delle più significative opere del Cubismo analitico.

A prima vista c’è qualche difficoltà a scorgere nel dipinto forme note ma, a mano a mano che l’occhio dell’osservatore si sarà abituato alla forte frammentazione delle immagini, alcuni oggetti cominciano a prendere corpo.

Georges Braque: il Cubismo e i papiers collés
Georges Braque Violino e brocca, 1909/1910

Al centro della composizione, leggermente spostata a sinistra, si distingue una brocca appoggiata su un tavolo quadrato, il cui piano però è rappresentato verticalmente, dunque in una posizione impossibile, vista la collocazione della brocca stessa.
In basso, leggermente spostata verso destra, si riconosce la sagoma di un violino.
Al centro, in alto, un chiodo conficcato nella parete, del quale è rappresentata puntigliosamente anche l’ombra, regge alcuni fogli di carta, mentre poco più sotto, è possibile riconoscere una cornice orizzontale, forse uno zoccolo della parete stessa.

I vari oggetti, pur essendo composti in modo simmetrico, non hanno rapporti spaziali certi fra loro.
Lo spazio stesso sembra quasi solidificarsi e confondersi con i vari oggetti, con i quali interagisce e ai quali si mescola come se fosse costituito della stessa materia.

Violino e pipa

Al periodo successivo, quello del Cubismo sintetico, appartiene invece “Violino e pipa“, noto anche come “Le Quotidien“, uno dei molti papiers collés realizzati da Braque fra il 1913 e il 1914.

Georges Braque: il Cubismo e i papiers collés
Georges Braque Violino e pipa (Le Quotidien), 1913

La scomposizione dei volumi ha ceduto il posto ad una nuova ed estrema semplificazione delle forme, grazie all’uso di vari materiali ritagliati e incollati direttamente sul cartoncino.
Il ritaglio della testata di giornale “Le Quotidien” non rappresenta che se stesso, dunque costituisce un frammento di realtà più vera di come qualsiasi pittore avrebbe mai potuto rappresentarla con la sua arte.

La pipa, invece, essendo ritagliata in una pagina di giornale, conserva solo la forma dell’oggetto al quale allude.
Lo stesso accade per il violino, la cui sagoma è ricavata da un cartoncino nero dipinto a imitazione del legno.
Del Guéridon (tavolinetto rotondo alto e stretto) sul quale gli oggetti sono appoggiati, vengono suggeriti sia il colore (dato da vari ritagli di carta da parati grigia, beige e finto legno) sia la forma (richiamata dall’ovale a carboncino che funge anche da cornice).

Georges Braque

"Quand je commence, il me semble que mon tableau est de l'autre côté, seulement couvert de cette poussière, la toile. Il me suffit d'épousseter. J'ai une petite brosse à dégager le bleu, une autre le vert ou le jaune : mes pinceaux. Lorsque tout est nettoyé, le tableau est fini."

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