Cosa significa APSC e Full Frame

APSC e Full Frame sono due tipologie di macchine fotografiche che, in questo caso, appartengono alla Canon. APSC è il termine scelto da questo marchio per indicare le proprie fotocamere entry level, la Nikon infatti utilizza la dicitura DX.
APSC è l’acronimo di Advanced Photo System C, ed è la fotocamera destinata ai neofiti, ai consumer o chiunque voglia avere una macchina fotografica di qualità ma a costi contenuti, dalle dimensioni compatte e ideale per ogni occasione. Dal suo canto la Full Frame è una fotocamera a pieno formato, di conseguenza tutta la macchina sfrutta in pieno le sue capacità riportando un’immagine migliore per luminosità, spazio e nitidezza. Eppure alcuni potrebbero elencare una serie di pregi dei sensori APSC rispetto ai Full Frame, cerchiamo quindi di capire la differenza e la storia di questi due sensori.

Dall’analogico al digitale

La pellicola analogica più utilizzata era la famosa 35 millimetri, con le dimensioni di 24×36 mm. Essa permetteva di inquadrare la scena in maniera dettagliata senza appesantire la struttura della macchina fotografica. Esistevano anche le 60×60 mm ma era una misurazione dedicata solo ai fotografi che necessitavano di maggiore qualità. Infine, c’era un formato Kodak minore delle 35 mm e che era stato realizzato per le macchine fotografiche economiche, queste pellicole vennero denominate APS ma non ebbero molto successo. Con l’era digitale, riproporre un sensore che si avvicinasse alle misure del 35 mm era scontato ma ciò avrebbe provocato un gap nel mercato. Non tutti infatti potevano permettersi il costo di un sensore Full Frame ed è per questo motivo che decisero di produrre un sensore di dimensioni ridotte (22,3×14,9 mm). Venne utilizzato lo stesso nome APS utilizzato in passato, con l’aggiunta di una C.

Differenze tra sensori APSC e Full Frame

La prima differenza è nell’angolo di campo, visibilmente ridotto nelle APSC, che comporta un crop della scena. La motivazione è nella differenza di dimensione dei due sensori che comporta una serie di conseguenze importanti. Un sensore piccolo significa una fotocamera più piccola e leggera, un prezzo economico dovuto all’abbattimento dei costi della produzione. Il sensore Full Frame è il fiore all’occhiello delle fotocamere professionali, tutti i fotografi ne desiderano una perché il grande sensore permette di sfruttare pienamente la luce e scattare immagini senza il famoso disturbo rumoroso dei pixel. Questo problema è trascurabile quando l’ambiente è ben illuminato ma comincia a farsi sentire all’aumentare degli ISO. Un sensore Full Frame riesce meglio a gestire questa situazione, salvando l’immagine e il fotografo.

Vantaggi del sensore APSC

Il sensore APSC ha una profondità di campo maggiore, questo significa che il fotografo non riuscirà mai ad avere un bokeh da Full Frame ma avrà il vantaggio di avere una maggiore nitidezza nelle foto paesaggistiche o di gruppo. Grazie al fattore di moltiplicazione un obiettivo da 200 mm diventa 300 mm, cosa che non avviene su una Full Frame. Ciò è sicuramente un vantaggio perché permette di giocare con le focali lunghe senza appesantirsi ma contando sulla leggerezza dell’obiettivo.
Il diametro ridotto del sensore APSC si riflette in un crop dell’immagine, ciò potrebbe sembrare uno svantaggio al primo impatto ma si traduce in una sorta di facilitazione nella visualizzazione della griglia. Basta comparare un monitor APSC e un Full Frame per rendersi conto che la griglia del primo copre tutta la scena e quindi l’autofocus riesce a giostrarsi bene in qualsiasi punto. Ciò non accade nella Full Frame, i cui bordi non hanno la griglia ed è quindi più limitante, specialmente in chi fa fotografia sportiva.
Gli obiettivi APSC sono molto più economici dei Full Frame e questo è particolarmente amato dai fotoamatori che possono acquistare un corredo fotografico spendendo molto meno e divertendosi di più.

Svantaggi del sensore APSC

Nel sensore APSC non è possibile sfruttare pienamente un grandangolare in quanto quelli economici diventano normali, mentre per ottenere una focale corta c’è bisogno di acquistare un obiettivo 18mm che moltiplicato per il suo fattore di moltiplicazione diverrà di circa 27 mm. Un buon risultato se non fosse che questo genere di obiettivi è notoriamente costoso. Anche i teleobiettivi perdono la loro grandangolarità.
In condizioni poco luminose è necessario alzare gli ISO con un aumento vertiginoso del rumore fotografico, è possibile aumentare il tempo di scatto per non calcare sugli ISO con il rischio di avere foto sfocate. Anche le zone d’ombra o molto illuminate risultano meno dettagliate rispetto alle Full Frame, questo perché il sensore APSC annulla la sfera di dettagli rendendo le ombre delle semplici macchie scure. Insomma, in un caso o nell’altro è difficile fotografare con un’APSC, specialmente se non si ha la giusta dimestichezza tecnica.

Vantaggi del sensore Full Frame

Un sensore più grande significa avere la possibilità di avere più pixel o aumentare la loro grandezza e quindi catturare più fotoni in poco tempo. Risultato? Più luminosità, anche a parità di ISO, meno disturbo fotografico e maggiore nitidezza nei dettagli.
Il sensore Full Frame ha un ottimo vantaggio sulle focali corte e sugli sfocati, non stupisce che sia molto utilizzato nella ritrattistica.
Un altro vantaggio da non sottovalutare è che le Full Frame siano prodotte esplicitamente per il mercato dei professionisti per cui hanno una struttura più rifinita, robusta e maneggevole rispetto alle APSC.
Insomma, la fotografia Full Frame è una foto di maggior qualità, che facilita il lavoro del fotografo qualora dovesse lavorare in condizioni non ottimali. Ovviamente questi vantaggi sono limitati da un utilizzo sporadico o prettamente amatoriale (ad esempio per le foto ricordo quotidiane).

Svantaggi del sensore Full Frame

Lo svantaggio di un sensore Full Frame è la sua pesantezza, chiaramente quando è montato su una macchina fotografica rende tutto molto più scomodo e il fotografo la utilizza in speciali occasioni, per lavoro o per piacere ma non è la tipica macchina da tenere in auto o in borsa per scattare foto improvvisate. Anche il suo costo è molto alto, rendendo di fatto più difficile acquistare diversi obiettivi, non stupisce che i fotografi ne acquistino pochi ma di livello superiore.
Un altro svantaggio è l’impossibilità di utilizzare obiettivi APSC, eccetto per alcuni casi ma con risultati mediocri.

Caratteristiche, vantaggi e svantaggi dei sensori APSC e Full Frame

Conclusioni

Alla fine di tutto, non c’è un vero e proprio vincitore tra APSC e Full Frame perché tutto è correlato all’utilizzo che se ne deve fare.
Per un fotoamatore che vuole ottenere foto di qualità ma senza spendere un capitale o che vuole esplorare il complesso mondo degli obiettivi avendo la possibilità di acquistarne diverse tipologie, è ovvio che l’APSC è assolutamente consigliata. Questa piccola macchina fotografica permette di ottenere delle ottime foto nonostante sia leggera, compatta e relativamente economica. Ma non solo, chi fa foto sportive o faunistiche, avrà la necessità di facilitare il proprio lavoro grazie alla focale lunga e al fattore crop, ecco che quindi l’APSC riesce nell’intento, mutando i suoi difetti in pregi.
Al contrario, chi lavora spesso con i ritratti e vuole allontanare al massimo lo sfondo, chi necessita della maggior qualità possibile dei dettagli o chi semplicemente vuole un’immagine eccellente in termini di nitidezza e luminosità, la Full Frame è la scelta d’elezione a patto però di fare i conti con i suoi costi superiori e la pesantezza di un corpo che la rende di fatto una macchina davvero scomoda per un utilizzo abituale. Il consiglio che danno tutti è di iniziare con una APSC, farsi le ossa su essa e poi passare ad una Full Frame. Il consiglio migliore è quello di iniziare con una APSC, acquistare una Full Frame e tenerle entrambe!

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