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venerdì 4 Dicembre 2020
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Caratteristiche, vantaggi e svantaggi dei sensori APSC e Full Frame

Cosa significa APSC e Full Frame

APSC e Full Frame sono due tipologie di macchine fotografiche che, in questo caso, appartengono alla Canon. APSC è il termine scelto da questo marchio per indicare le proprie fotocamere entry level, la Nikon infatti utilizza la dicitura DX.
APSC è l’acronimo di Advanced Photo System C, ed è la fotocamera destinata ai neofiti, ai consumer. Si tratta di una macchina fotografica di qualità ma a costi contenuti, dalle dimensioni compatte e ideale per ogni occasione. Dal suo canto la Full Frame è una fotocamera a pieno formato, di conseguenza tutta la macchina sfrutta in pieno le sue capacità riportando un’immagine migliore per luminosità, spazio e nitidezza. Eppure alcuni potrebbero elencare una serie di pregi dei sensori APSC rispetto ai Full Frame, cerchiamo quindi di capire la differenza e la storia di questi due sensori.

Dall’analogico al digitale

La pellicola analogica più utilizzata era la famosa 35 millimetri, con le dimensioni di 24×36 mm. Essa permetteva di definire la scena in modo dettagliato senza aggravare la struttura della macchina fotografica. Esistevano anche le 60×60 mm ma era una misurazione dedicata solo ai fotografi che necessitavano di maggiore qualità. Infine, c’era un formato Kodak minore delle 35 mm e che era stato realizzato per le macchine fotografiche economiche, queste pellicole vennero denominate APS ma non ebbero molto successo.

Con l’era digitale, ripresentare un sensore che si avvicinasse alle misure del 35 mm era scontato ma ciò avrebbe provocato un dislivello nel mercato. Non tutti infatti potevano permettersi il costo di un sensore Full Frame ed è per questo motivo che decisero di produrre un sensore di dimensioni ridotte (22,3×14,9 mm). Venne utilizzato lo stesso nome APS utilizzato in passato, con l’aggiunta di una C.

Differenze tra sensori APSC e Full Frame

La prima differenza è nell’angolo di campo, visibilmente ridotto nelle APSC, che comporta un crop della scena. La motivazione è nella differenza di dimensione dei due sensori che comporta una serie di conseguenze importanti.

Un sensore piccolo significa una fotocamera più piccola e leggera, un prezzo economico dovuto all’abbattimento dei costi della produzione. Il sensore Full Frame è il fiore all’occhiello delle fotocamere professionali, tutti i fotografi ne desiderano una perché il grande sensore permette di sfruttare pienamente la luce e scattare immagini senza il famoso disturbo rumoroso dei pixel.

Questo problema è trascurabile quando l’ambiente è ben illuminato ma comincia a farsi sentire all’aumentare degli ISO. Un sensore Full Frame riesce meglio a gestire questa situazione.

Vantaggi del sensore APSC

Il sensore APS-C ha maggiore profondità di campo. Ciò sta a significare che il fotografo non riuscirà ad avere un effetto bokeh ma avrà il vantaggio di avere una maggiore nitidezza nelle foto paesaggistiche o di gruppo. Grazie al fattore di moltiplicazione un obiettivo da 200 mm diventa 300 mm, cosa che non avviene su una Full Frame. Questo è sicuramente un vantaggio perché permette di agire con le focali lunghe senza aggravarsi ma contando sulla leggerezza dell’obiettivo.

Il diametro ridotto del sensore APSC si pensa in un crop dell’immagine, ciò potrebbe sembrare uno svantaggio, ma si traduce in una sorta di agevolazione nella visualizzazione della griglia.
Gli obiettivi APS-C sono molto più economici e questo è principalmente apprezzato dai fotoamatori che possono acquistare un attrezzamento fotografico adeguato spendendo molto meno.

Svantaggi del sensore APSC

Nel sensore APS-C non è possibile sfruttare pienamente un grandangolare in quanto quelli economici diventano normali. Per ottenere una focale corta è necessario prendere un obiettivo 18 mm che, moltiplicato per il suo fattore di moltiplicazione diverrà di circa 27 mm.

In condizioni poco luminose è necessario alzare gli ISO e questo comporterà un aumento del rumore fotografico. In questo caso è possibile aumentare il tempo di scatto per non incidere sugli ISO con il rischio di avere foto sfocate.

Anche le zone d’ombra o molto illuminate risultano meno dettagliate rispetto alle Full Frame, perché questo tipo di sensore vanifica i dettagli rendendo le ombre delle semplici macchie scure. Possiamo dire che in un caso o nell’altro è difficile fotografare con un’APSC, specialmente se non si ha la giusta dimestichezza tecnica.

Vantaggi del sensore Full Frame

Un sensore più grande significa avere la possibilità di avere più pixel o aumentare la loro grandezza e quindi catturare più fotoni in poco tempo.
Risultato? Più luminosità, anche a parità di ISO, meno disturbo fotografico e maggiore nitidezza nei dettagli.

Il sensore Full Frame ha un ideale beneficio sulle focali corte e sugli sfocati. Esso viene utilizzato soprattutto nella ritrattistica.
Un altro vantaggio da non sottovalutare è che le Full Frame siano prodotte esplicitamente per il mercato dei professionisti per cui hanno una struttura più rifinita, robusta e maneggevole rispetto alle APSC.
In breve, la fotografia Full Frame è una foto di maggior qualità. Senza alcun dubbio questi vantaggi sono ridotti da un utilizzo occasionale o prettamente amatoriale (ad esempio per le foto ricordo quotidiane).

Svantaggi del sensore Full Frame

Lo svantaggio di un sensore Full Frame è la sua pesantezza, chiaramente quando è montato su una macchina fotografica rende tutto molto più scomodo e il fotografo la utilizza in speciali occasioni, per lavoro o per piacere ma non è la tipica macchina da tenere in auto o in borsa per scattare foto improvvisate.

Anche il suo costo è molto alto, rendendo di fatto più difficile acquistare diversi obiettivi, non stupisce che i fotografi ne acquistino pochi ma di livello superiore.
Un altro svantaggio è l’impossibilità di utilizzare obiettivi APSC, eccetto per alcuni casi ma con risultati mediocri.

Conclusioni

Alla fine di tutto, non c’è un vero e proprio vincitore tra APSC e Full Frame perché tutto è correlato all’utilizzo che se ne deve fare.
Per un fotoamatore che vuole ottenere foto di qualità ma senza spendere un capitale o che vuole esplorare il complesso mondo degli obiettivi avendo la possibilità di acquistarne diverse tipologie, è ovvio che l’APSC è assolutamente consigliata.
Questa piccola macchina fotografica consente di trarre ottime immagini nonostante sia leggera, compatta e relativamente economica.

Ma non solo, chi fa foto sportive o faunistiche, avrà la necessità di facilitare il proprio lavoro grazie alla focale lunga e al fattore crop, ecco che quindi l’APSC riesce nell’intento, mutando i suoi difetti in pregi.
Al contrario, chi lavora spesso con i ritratti e vuole allontanare al massimo lo sfondo, chi necessita della maggior qualità possibile dei dettagli o chi semplicemente vuole un’immagine eccellente in termini di nitidezza e luminosità, la Full Frame è la scelta d’elezione a patto però di fare i conti con i suoi costi superiori e la pesantezza di un corpo che la rende di fatto una macchina davvero scomoda per un utilizzo abituale.

Il consiglio che danno tutti è di iniziare con una APSC, farsi le ossa su essa e poi passare ad una Full Frame. L’indicazione migliore è quello di iniziare con una APSC, acquistare una Full Frame e tenerle entrambe!

Per qualsiasi dubbio, chiarimento oppure se l’articolo ti è piaciuto non esitare a commentare qui sotto.

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4 Commenti

  1. Ciao, bell’articolo complimenti! Un piccolo chiarimento: dunque con una FF ottengo immagini più grandi e quindi stampe più grandi a parità di risoluzione giusto?

    • Ciao Luca, innanzitutto grazie per l’apprezzamento.
      Si, con una Full Frame potrai disporre di un sensore più grande (+ pixel) rispetto ad una macchina fotografica non Full Frame.

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