La pellicola fotografica

La pellicola fotografica

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    pellìcola s. f. [dal lat. pellicŭla, dim. di pellis «pelle»]. – 1. Sinon. di film: a. In fotografia e in cinematografia, il materiale sensibile usato per la ripresa, costituito da uno o più strati di emulsione stesi su un supporto flessibile e da altri strati.

    La pellicola è una sottile superficie composta da diverse sostanze che insieme trattengono la luce e la trasformano in immagini.

    Esistono pellicole in bianco e nero e pellicole a colori, con diversi valori di sensibilità alla luce e con diversi formati.

    La pellicola viene utilizzata con l’analogico, quindi una volta trovati gli strumenti che trasformano una “camera oscura” in una macchina fotografica, è possibile generare il processo che forma l’immagine.

    La pellicola si trova disposta sul piano focale.

    Le pellicole, però, possono essere diverse tra di loro e rispondere in maniera diversa alle condizioni poste dagli elementi della macchina fotografica analogica.

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    La pellicola in bianco e nero

    La pellicola in bianco e nero è una sottile striscia composta da diversi strati di materiale che hanno il compito di trattenere luce e fissarla all’immagine.

    Questi strati sono composti da gelatina, cristalli di alogenuro d’argento sensibili alla luce, da uno strato adesivo (triacetato) e da un’ulteriore strato di gelatina in modo tale da impedire che intorno all’immagine vengano a formarsi aloni.

    Un fattore molto importante è la sensibilità alla luce ed è riconoscibile dalla scala ASA (American Standard Association), che va dai 50 sino ai 1250 gradi.

    Più alto è questo numero e maggiore sarà la possibilità di ottenere una buona immagine anche con qualsiasi tipologia di illuminazione.

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    In genere le pellicole che si trovano in commercio variano da 100 a 400 ASA.

    Molto importante è il formato della pellicola!

    Il formato varia dai 35 mm, che sono quelle più utilizzate, alle pellicole 6×7 cm, che hanno un utilizzo professionale.

    La pellicola a colori

    La pellicola a colori è costituita da tre emulsioni sovrapposte sensibili, dal blu, al verde e al rosso.

    Gli altri colori vengono resi visibile dalla combinazione di due di queste emulsioni.

    Esistono pellicole a colori per luce naturale e per luce artificiale. Ogni pellicola va trattata a seconda del tipo di luce che la colpisce.

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    Per raggiungere queste conclusioni sono passati anni di sperimentazione e di miglioramenti.

    Per qualsiasi dubbio, chiarimento oppure se l’articolo ti è piaciuto non esitare a commentare qui sotto.

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