21.2 C
Brescia
domenica 5 Luglio 2020

L’origine della macchina fotografica

Home Basi della fotografia L’origine della macchina fotografica

La fotografia si ottiene formando all’interno di una scatola chiusa, bucata solamente da un forellino, un’immagine. Essa impressiona una superficie sensibile alla luce, che in seguito la fisserà.

“Una fotocamera altro non è che una scatola impermeabile alla luce a tenuta stagna, che unisce due elementi della massima importanza: l’obiettivo, che traccia l’immagine; la pellicola, che trattiene l’immagine. Le altre componenti sono soltanto accessori ausiliari per il controllo di tre processi di lavoro che creano la fotografia: la regolazione della messa a fuoco; l’impostazione dei dati espositrici.”

Citazione di Andreas Feininger in un celebre manuale di tecnica fotografica

La camera oscura

L’origine della macchina fotografica si trova nella camera oscura. Questo termine indica uno strumento che nel corso del tempo è servito anche ai pittori per riprodurre con maggiore fedeltà la realtà.

Il funzionamento della camera oscura dipende da una legge ottica. É sufficiente fare entrare la luce dal foro stenopeico in una stanza (o in una scatola) completamente buia dove l’immagine, proveniente dall’esterno, verrà proiettata e specchiata al rovescio sulla parete di fondo.

Per far si che questo principio ottico funzioni è necessaria una lente, indispensabile per ottenere nitidezza dei contorni e per mettere a fuoco l’immagine.
L’immagine, quindi, verrà proiettata da uno specchio su di un foglio di carta, applicata ad un vetro smerigliato.

Questo elementare principio della fotografia viene associato alla “pellicola”, ossia la superficie in grado di trattenere l’immagine.

Il problema era duplice: da un lato si trattava di fissare l’immagine, dall’altro di far sì che tale immagine rimanesse fissata per un lungo periodo di tempo e non solo per pochi istanti.

In primo piano vengono messi i padri della fotografia e conoscenze nel campo dell’ottica e della chimica.

Le diverse risposte hanno preso nomi di dagherrotipo, calotipo e tanti altri ancora.

Come è fatta una macchina fotografica?

Una macchina fotografica possiede questi elementi basici: il corpo della macchina, l’obiettivo, l’otturatore, il diaframma, il mirino, il piano focale e la pellicola se stiamo parlando di una macchina fotografica analogica.

Ognuno di essi ha funzioni specifiche e ben precise.

Nel corso del tempo sono stati effettuati delle ricerche e degli sviluppi notevoli, andando ad incrementare ulteriori elementi e rendendo più variati i tipi e gli utilizzi delle fotocamere.

Le prime macchine fotografiche

L’apparecchio inventato da Disdèri fu una grande invenzione perché permise di realizzare contemporaneamente più ritratti, grazie alla presenza di più obiettivi e di diffondere l’uso della fotografia anche tra il pubblico meno abbiente.

L’apparecchio stereoscopico permise, invece, di creare un effetto tridimensionale.

Le prime macchine fotografiche erano poco più che delle camere oscure. Esse richiedevano tempi di esposizione molto lunghi, le lenti erano ancora rudimentali e i processi di sviluppo delle lastre erano lenti e complessi.

Il miglioramento di tutte queste parti, permise la nascita della fotografia di massa.

Per qualsiasi dubbio, chiarimento oppure se l’articolo ti è piaciuto non esitare a commentare qui sotto.

Ti invito a seguire le mie pagine social (sempre che tu non l’abbia già fatto). ?

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here

L’origine della macchina fotografica

Ultimi Articoli

Il Manifesto: dalle origini fino ai giorni nostri

L'origine del manifesto pubblicitario moderno, inteso come pannello rimovibile adibito alla reclamizzazione di un prodotto, di una marca, ma anche di un evento o...

La Grafica negli anni delle Guerre

Nei primi anni del Novecento, i pubblicitari sono fortemente influenzati dagli studi condotti dagli psicologi sulla psiche umana. Ne sono un esempio i manifesti realizzati...

Saul Bass: tra Design e Cinema

Biografia Nato a NY nel quartiere del Bronx, nel 1920, Saul Bass era figlio di un pellicciaio ebreo emigrato. Nel mondo del design iniziò come autodidatta...

Georges Braque: il Cubismo e i papiers collés

Georges Braque nasce il 13 maggio 1882 ad Argenteuil, in Francia. Nel 1900, dopo aver frequentato senza molto successo gli studi liceali a Le Havre,...