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giovedì 22 Ottobre 2020
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Lo spazio colore: tutto quello che devi sapere

Tutti i dispositivi utilizzati nella progettazione grafica e nell’industria tipografica sono in grado di riprodurre una determinata gamma o un assortimento cromatico. Questo è lo spazio colore.

Ogni periferica (scanner, stampante, fotocamera digitale) ha un proprio spazio colore che riproduce una quantità limitata di colori nella gamma dello spettro visibile, ossia tutti quei colori che il nostro occhio riesce a vedere.

Un colore è formato da differenti quantità di luce rossa, verde e gialla, espresse in proporzioni. La stessa proporzione produce differenti spazi di colore.

Per ottenere una riproduzione accurata e affidabile si deve sapere come viene gestito il colore nei vari dispositivi coinvolti nella progettazione e riproduzione in stampa.

Dato che differenti macchine possono usare il colore in modo diverso, l’ICC ha creato una serie di profili colore allo scopo di standardizzare i modi in cui i dispositivi comunicano tra loro le informazioni relative al colore.

La fotocamera digitale registra la luce sotto forma di pixel definiti da un particolare valore di rosso, verde e blu. La combinazione di colori presenti nel pixel si esprime con un valore numerico che rappresenta solamente quel colore.

Ricorda che quando si lavora su un progetto o si ritocca un’immagine si deve sempre sapere in quale spazio colore si sta operando.

L’RGB è lo spazio colore creato dai colori primari della sintesi additiva.

Il CMYK è lo spazio colore utilizzato nella stampa in quadricromia. Si basa sui primari della sintesi sottrattiva.

Lo spazio colore, quindi, assegna una precisa gamma cromatica all’immagine. E` necessario impostare lo spazio colore prima di effettuare lo scatto, in base al fine che l’immagine dovrà avere.

I più comuni, utilizzati sulle reflex digitali e scanner, sono di due tipologie:

  • sRGB;
  • ADOBE RGB 1998.

Oltre a questi due spazi colore è possibile sceglierne degli altri, uno in particolare è PRO PHOTO RGB.

sRGB

Lo spazio colore sRGB viene utilizzato soprattutto per quelle immagini il cui fine sarà destinato al web, presentazioni online, supporto CD-DVD o qualsiasi progetto visibile a monitor, preservando i toni chiari delle immagini.

Esso ha un Gamut molto limitato e permette di ottenere immagini più sature, ma con minori sfumature.

ADOBE RGB 1998

Il profilo ADOBE RGB 1998 gestisce un numero maggiori di colori ma non potremmo visualizzarli correttamente durante la post-produzione o almeno quando non estenderanno anche il Gamut delle periferiche di visualizzazione.

Questo spazio colore viene utilizzato soprattutto per quelle immagini il cui fine sarà destinato alla stampa.

PRO PHOTO RGB

Lo spazio colore PRO PHOTO RGB ha uno spazio molto più ampio rispetto allo spazio colore ADOBE RGB 1998. Esso comprende anche colori non visibili all’occhio umano.

Purtroppo con le periferiche attuali non è possibile ottenere la gamma dei colori che esprime né su stampati inkjet né a monitor.

Per qualsiasi dubbio, chiarimento oppure se l’articolo ti è piaciuto non esitare a commentare qui sotto.

Ti invito a seguire le mie pagine social (sempre che tu non l’abbia già fatto). Dadaismo e fotografia: la tecnica e le Avanguardie

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